L’orto sinergico



L’orto sinergico è un modo di concepire la coltura, che avviene senza ricorrere a prodotti chimici e che si basa sulla convivenza delle diverse piante.

Coltivare un orto in piena regola a casa propria, senza utilizzare fertilizzanti e pesticidi. Tutto questo è possibile grazie alla pratica dell’ orto sinergico, una tecnica innovativa che trova nella sinergia tra le varie piante, la soluzione alla giusta coltivazione dei prodotti dell’orto.

I principi 2della coltivazione sinergica si rifanno a quelli propri della permacoltura, che mira alla creazione di una coltura permanente fondata sull’equilibrio e sull’inesauribilità delle varie piante.

L’orto sinergico, a differenza di quello tradizionale prevede la convivenza delle diverse piante all’interno dei vari blocchi di terra. Grazie alla sinergia delle piante, la concimazione avviene in modo totalmente naturale attraverso la chimica creata dalle stesse colture, senza quindi la necessità di ricorrere a concimi e fertilizzanti.

Secondo la coltura dell’orto sinergico, inoltre, è proprio la convivenza dei diversi ortaggi a garantire anche la protezione da batteri e piante infestanti, oltre all’assorbimento dell’eventuale umidità che andrebbe a danneggiare le colture. Di fondamentale importanza quindi, per avere un orto sinergico sano e ben coltivato, è combinare in modo giusto le piante da far crescere nelle varie aree, in modo da ottenere sia la crescita corretta dei prodotti sia la protezione delle varie minacce.

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Creare l’orto sinergico

Creare un orto sinergico in modo corretto è una pratica non particolarmente difficile. Per ottenere dei buoni risultati è però necessario attenersi a delle regole ben precise. Innanzitutto bisognerà creare delle aiuole rialzate (dette anche bancali) di 30/50 cm, larghe 120 cm e lunghe quanto si vuole (ma preferibilmente non più di 5/6 m). Tra un bancale e l’altro rimangono dei passaggi di almeno 50 cm che rimarranno sempre tali così come la parte coltivata sarà sempre la stessa; è di fondamentale importanza infatti non calpestare mai la parte coltivata e la larghezza delle aiuole è pensata proprio per consentire di lavorarci comodamente rimanendo sui vialetti divisori.

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Su queste aiuole viene effettuata una pacciamatura con paglia e residui vegetali in generale; la pacciamatura deve essere sempre omogenea e coprente, non si deve mai vedere la terra nuda. In estate serve per evitare l’eccessiva evaporazione dell’acqua e la conseguente essiccazione del terreno ed in inverno per evitare gli effetti delle gelate. Inoltre la pacciamatura impedisce all’acqua piovana di dilavare gli elementi nutritivi del terreno e di compattarlo perché l’impatto delle gocce sulla paglia o su gli altri vegetali che ricoprono i bancali serve a disperdere la forza gravitazionale e al terreno arriva l’acqua in piccoli spruzzi o gocciolio.

Solo all’inizio della primavera può essere utile aprire un po’ la pacciamatura per favorire il riscaldamento del terreno da parte del sole. La pacciamatura ha un’altra funzione essenziale nel metodo sinergico, la sua decomposizione costante infatti contribuisce alla formazione dell’humus, ovvero dello strato fertile del terreno.

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Le aiuole rialzate (dette anche bancali), vanno preparate anche con impianti di irrigazione a goccia e con strutture di sostegno dei rampicanti.

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Combinazione delle piante in un orto sinergico

 

Come detto in precedenza, per avere un orto sinergico che funzioni pienamente, è molto importante combinare tra loro, all’interno dei bancali, le varie colture. Tra le varie regole da seguire a tal proposito, è fondamentale quella di coltivare sempre piante leguminose come fagioli, fave e piselli, da scegliere in base alle stagioni.

Queste colture infatti hanno l’importante capacità di fissare l’azoto atmosferico, che costituisce il principale nutrimento per le piante da orto. Da garantire sempre, inoltre, è la presenza di piante liliacee da collocare ai lati dei bancali e che hanno la funzione fondamentale di allontanare insetti e batteri dannosi per il terreno.

In alcuni casi, anche l’aglio, lo scalogno e la cipolla ed il porro possono essere utili per tenere lontani i microrganismi infestanti. Per arieggiare in modo corretto il terreno, invece, risulta molto utile la presenza di ortaggi da radice come ad esempio ravanelli, carote e rape. Un fiore che ha delle spiccate proprietà antibatteriche inoltre è la calendula che, insieme alle piante aromatiche, garantisce un’adeguata azione di pulizia dai microrganismi.

Una pratica che concorre a rendere fertile il terreno è anche quella di lasciare all’interno la radice degli ortaggi al momento del raccolto. Dalle radici infatti, le altre piante potranno trarre un ulteriore nutrimento. Per quanto riguarda invece la corretta consociazione delle colture, bisognerà fare attenzione a diversi fattori.

Ad esempio, è necessario evitare di consociare piante che crescono ad uguale altezza o che abbiano un diverso sviluppo a livello radicale. Le piante coltivate, inoltre, devono essere pronte alla raccolta in momenti diversi affinché si sviluppino senza prevalere le une sulle altre.

 

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La disposizione delle piante inoltre deve essere preferibilmente organizzata su file in modo da rendere più agevoli le varie operazioni di coltura. Infine, è di fondamentale importanza considerare il livello di consumo di azoto da parte dei diversi ortaggi.

Le leguminose, ad esempio, oltre a fissare in modo adeguato l’azoto ne consumano quantità molto basse. Aglio, cipolla, finocchio, carciofi, patate, rape, insalata, ravanelli e spinaci sono invece dei medi consumatoriForti consumatori di azoto sono infine ortaggi come cavoli, melanzane, cetrioli, pomodori, porri, zucche e zucchine.